Pensi inclusivo?

Scopri il tuo profilo svolgendo il test 

Leggi con attenzione i seguenti items.

Esprimono opinioni diverse sui temi dell’integrazione scolastica e sociale.

Solo 10 dei seguenti atteggiamenti risultano pienamente inclusivi.

Segnala le 10 opinioni che senti di condividere e verifica il tuo “profilo inclusivo” assegnando ad ogni segnalazione esatta 1 punto

 

  1. Con un ritardo così significativo non ha senso tenerlo in classe
  2. L’esperienza scolastica è utile a favorire conoscenze ma non promuove competenze per gli alunni in condizione di disabilità
  3. Sebbene il suo ritardo mentale sia grave la sua presenza in classe può consentirgli almeno di fare una esperienza di socializzazione
  4. Sarebbe meglio tornare alle classi differenziali dove i ragazzi possano lavorare per gruppi omogenei
  5. Esistono interventi individualizzati anche per rispondere adeguatamente ai bisogni di apprendimento dei ragazzi con grave ritardo mentale
  6. Per partecipare adeguatamente agli apprendimenti in classe l’alunno disabile deve avere un livello minimo di competenze
  7. Se differenzio le verifiche per gli alunni handicappati faccio un’ingiustizia per tutti gli altri
  8. È utile non far capire ai ragazzi normodotati che le valutazioni dei compagni diversamente abili sono più alte rispetto alle loro
  9. È importante condividere con il gruppo classe non tanto le valutazioni quanto i progressi didattici dimostrati dai ragazzi diversamente abili
  10. Anche con un livello minimo di competenze è possibile “stare” e “agire” utilmente in classe quando la proposta didattica è differenziata
  11. Il Dirigente Scolastico ha un ruolo importante ma non essenziale nella promozione di una piena e completa cultura dell’integrazione
  12. Non esistono mezzi per migliorare la qualità dell’integrazione scolastica e sociale a vantaggio dei diversamente abili
  13. L’esperienza di integrazione scolastica non è una condizione fondamentale per la successiva integrazione sociale della persona in condizione di disabilità
  14. Senza un livello minimo di competenze gli alunni diversamente abili rischiano di annoiarsi in classe e di peggiorare la propria autostima
  15. Non è giusto pensare di tornare alle “classi speciali” perché i ragazzi non riceverebbero stimoli adeguati per apprendere
  16. L’esperienza didattica in un ambiente scolastico separato dal gruppo classe può essere giustificato solo per periodi circoscritti, per motivate esigenze di apprendimento dell’alunno disabile e senza tuttavia perdere il contatto con la classe e il team docenti che devono essere costantemente aggiornati sulle attività e sui progressi realizzati dall’alunno con bisogni speciali
  17. È giusto che l’insegnante di sostegno faccia lezione in classi polivalenti per non disturbare il regolare svolgimento delle lezioni del gruppo classe
  18. La collaborazione utile e fattiva tra i docenti curriculari e l’insegnante di sostegno aiuta a migliorare la qualità dell’integrazione scolastica.
  19. Quando la qualità dell’integrazione scolastica è adeguata l’inclusione sociale è avvantaggiata poiché l’alunno ha partecipato ad una esperienza collocata nella prospettiva di un più ampio progetto di vita per lui
  20. La presenza di alunni con disabilità in classe è indifferente rispetto all’apprendimento dei suoi compagni
  21. Quando si ha un minimo di pazienza e tolleranza si riesce a sopportare anche il brusio dell’insegnante di sostegno che fa lezione al suo alunno
  22. L’insegnante di sostegno non è mai una presenza fastidiosa in classe quando si ha la consapevolezza che lavora per migliorare la qualità dell’integrazione a favore di un alunno con bisogni speciali
  23. È sempre possibile migliorare la qualità dell’integrazione scolastica e sociale a vantaggio dei diversamente abili: basta solo dimostrare sensibilità e buona volontà
  24. La didattica differenziata è una disciplina scientifica: anche per i ritardati gravi esistono margini di miglioramento sul piano della socialità e dell’apprendimento
  25. La presenza di alunni con disabilità in classe rallenta l’apprendimento degli altri
  26. Non ho la specializzazione per il sostegno e non so proprio cosa fare
  27. Quando a scuola esiste un clima collaborativo tra i docenti non è importante che il Dirigente Scolastico promuova pratiche educative inclusive e integranti
  28. Il ruolo del Dirigente Scolastico, che crede e investe nella promozione di una cultura dell’inclusione, è fondamentale per agire ed impegnarsi a vantaggio dell’integrazione scolastica
  29. Non ho dubbi: una efficiente ed efficace pratica di integrazione avvantaggia anche l’apprendimento dei ragazzi cosiddetti “normodotati”
  30. Quando non si è competenti è meglio affidarsi ai suggerimenti dell’insegnante specializzato e delegare a lui la “cura scolastica” dell’alunno disabile

 

Risposte esatte

 

5,      9,            10,          16,          18,          19,          22,          24,          28,          29

 

Punteggio tra 9 e 10

Sei consapevole della diversità nel suo ampio significato e condividi la prospettiva del valore che le diverse abilità possono apportare nei contesti in cui esse si esprimono. Saresti disposto a collaborare nell’ambito della cooperazione delle professionalità e delle competenze poiché credi che solo la sinergia dei ruoli può permettere la creazione di spazi inclusivi in cui ognuno si sente apportatore di ricchezza sociale per l’altro.

 

         Punteggio tra 6 e 8

Anche se conosci la cultura dell’integrazione non sei ancora pienamente convinto che la persona con disabilita possa essere apportatore di conoscenza e interazione plurale. La tua sola buona volontà non ti permetterebbe di partecipare consapevolmente alla realizzazione di contesti di relazioni paritarie con la persona diversabile. Sei piuttosto animato da un senso di protezione e aiuto verso chi ha “bisogno”.

 

         Punteggio al di sotto del 5

Non hai ancora avuto la possibilità di scoprire l’ampio orizzonte culturale dell’integrazione. Le tue considerazioni sulla diversabilità e sulla diversità in senso lato sono caratterizzate da un pensiero rivolto solo sugli aspetti negativi della disabilita. Credi che l’handicap sia solo una sfortuna per la persona ed un onere per la società. Devi addentrarti nella prospettiva dell’inclusione che ha scardinato questo vecchio modo di pensare.